Biodigestore Connection

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Gentile Sindaco,

  • alla luce degli ultimi sviluppi sulla questione Biodigestore in città;
  • considerata l’ultima interrogazione parlamentare depositata dal MoVimento 5 Stelle al Senato nella quale è perfettamente ricostruita la situazione nel suo complesso, in particolare dal punto di vista della gestione economica;
  • affinché le casse pubbliche e l'immagine di Caserta non si aggravino ulteriormente ed irrimediabilmente;

Le chiediamo:

  1. il ritiro immediato della Determina Dirigenziale n. 486 del 6 aprile 2020 con la quale il Comune ha affidato ad un professionista un incarico del valore di 44.000 € affinché dimostri la fattibilità di un impianto di digestione anaerobica in una cava in località Casa Mastellone, nonostante sia riconosciuto dalla Regione Campania quale luogo in cui è assolutamente vietata la costruzione di impianti di gestione dei rifiuti;
  2. di rivedere totalmente il progetto e la sua personale idea di gestione dei rifiuti per la città di Caserta;

Occorre illustrare ai cittadini che nella manifestazione di interesse indetta dalla Regione Campania nel 2016 furono prospettate due possibili tipologie di impianti da poter finanziare.

Una di tipo aerobico e dunque per un compostaggio di tipo naturale, l’altra invece per la biodigestione anaerobica con produzione di biogas. Quest'ultima pensata per i comuni che ospitano allevamenti di bufale tipici del nostro territorio, ma non certo presenti nella città di Caserta.

Più semplicemente, questa tipologia di impianti utilizza gli escrementi degli animali e, attraverso una fermentazione, produce un gas che può essere bruciato per produrre corrente e ricevere “incentivi” ovvero ... i soldini.

Lei, Signor Sindaco, ha scelto una tipologia di impianto non idonea ancor prima della sua localizzazione, senza per giunta preoccuparsi di coinvolgere la cittadinanza.

Noi cittadini, avendo studiato e letto la documentazione, sappiamo perfettamente che, di questi oltre 26 milioni di euro, al Comune ne sono stati anticipati esattamente il 10% e quindi 2,6 milioni di euro.

Adesso però, per ottenere la restante parte di quei 26 milioni di euro, è necessario che vengano spesi tutti i 2,6 milioni di euro anticipati al Comune.

Non vorremmo dunque che a qualcuno possa eventualmente venire il sospetto che tutti questi affidamenti dati a professionisti siano soltanto un modo per riuscire a spendere tutti i 2,6 milioni di euro e per poter dunque “mettere le mani” sul resto dei soldi.

Per questo speriamo che Lei ritiri la determina di cui sopra: così facendo dimostrerebbe la totale infondatezza di questa teoria.

Infine, nonostante possa sembrare superfluo, sentiamo la necessità di dover ricordare ancora una volta che le cave a Caserta sono da sempre una ferita aperta per il territorio e per l’ambiente.

Le cave andrebbero chiuse e riqualificate dal punto di vista ambientale, non riempite di “monnezza”: quello già lo fa la camorra.

Biodigestore Connection

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1 maggio 2020