Caserta tra camorra e politica: arrestato Pio Del Gaudio

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Martedì 14 luglio l’ormai ex sindaco di Caserta è stato arrestato in quanto coinvolto nell’inchiesta sulla gestione degli appalti pubblici che ha portato al fermo di 13 persone. Nel particolare sembra che un certo Giuseppe Fontana, un imprenditore legato al clan dei Casalesi della fazione degli Zagaria, sia stato convinto da Pio del Gaudio a finanziargli la campagna elettorale del 2011 con 30.000 euro e che non fosse la prima volta, già nel 2010 lo aveva convinto a finanziare la campagna elettorale dell’ex consigliere regionale Angelo Polverino a sua volta arrestato per un’altra inchiesta sulla sanità. Ovviamente questi “aiuti” prevedevano in cambio appalti per le proprie aziende, che però sembra non siano mai stati assegnati anche se il Gip scrive:

“Ciò non toglie che il rapporto illecito, com’è noto, si sia ugualmente realizzato; anzi, con riferimento al Polverino tale rapporto non è stato occasionale ma duraturo, essendo stato rilevato il costante suo sostegno al clan di Zagaria per come riferito dal collaboratore di giustizia Massimiliano Caterino”

Pio del Gaudio chiede e riceve soldi per finanziare la sua campagna elettorale a tanta gente in cambio di appalti, ed è per questo che gli viene contestato il reato di finanziamento illecito e concorso in corruzione, con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa.

Il Gip descrive l’ex sindaco come persona inserita in un gruppo politico fortemente legato e ‘asservito’ alle logiche della criminalità organizzata, pronto in ragione di un sostegno elettorale, ad esaudire i desiderata e a seguire le indicazioni di quel ceto politico che le ultime indagini hanno rivelato contiguo alla criminalità organizzata casalese. Né la contingente cessazione dalla carica di Sindaco del Comune di Caserta può considerarsi circostanza di fatto sufficiente alla cessazione delle esigenze cautelari: queste ultime non sono legate alla sua posizione di Sindaco, quanto piuttosto ai suoi stretti legami con un ceto politico che persegue fini tutt’altro che leciti. Concreto il pericolo di recidiva, ma anche necessario il ricorso alla misura inframuraria, unica idonea a recidere il collegamento con gli ambienti che hanno originato le condotte criminose”.

Questo sistema di clientele e corruzione ha portato al dissesto finanziario del Comune di Caserta oltre a tasse elevatissime e servizi zero per i cittadini. Le casse comunali sono vuote, il commissario straordinario sta cercando di salvare il salvabile, la situazione è così grave che anche il personale potrebbe andare in mobilità.  Sappiamo bene che Pio del Gaudio non è il solo “colpevole” ma è parte integrante di un sistema (oramai certificato anche dal GIP) che ogni giorno come gruppo di cittadini attivi combattiamo. Come andrà a finire non si sa, quello che  è certo che il MoVimento è “la variabile” che cambierà la storia perché  siamo e sempre saremo in prima linea per la difesa della nostra città dal malaffare e speriamo di non rimanere soli in questa guerra che è di tutti.

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20 luglio 2015