Contrasto alla ludopatia: l'amministrazione faccia la sua parte

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Abbiamo portato all’attenzione dell’amministrazione comunale, con una lettera protocollata in data 13 aprile 2015 ed avente ad oggetto la richiesta di approfondimento e prevenzione rispetto al problema dei rischi del gioco d’azzardo e della dipendenza dai giochi con vincite in denaro, la questione allarmante dell’incremento della ludopatia e delle patologie ad essa connesse.

La ludopatia, detta anche “gambling patologico”, rappresenta uno dei mali di cui è affetto l’uomo moderno. Si tratta di un disturbo del comportamento, fortemente affine alla tossicodipendenza. Infatti nel giocatore d’azzardo cresce costantemente il bisogno di giocare e l’unico modo di soddisfare tale esigenza è continuare a giocare compulsivamente, così come accade per un tossicodipendente.

 L’esplosione della patologia, fomentata ulteriormente dalla sua legalizzazione, è da attribuirsi al particolare momento di crisi economica, che ha accentuato il ricorso al gioco con vincite in danaro in quei soggetti che lo considerano un possibile strumento di recupero finanziario.

Anche l’utilizzo del termine “ludopatia”, che al suo interno contiene il vocabolo gioco (ludo=gioco), è di per se fuorviante e non riesce ad esprimere al meglio i problemi e i disagi che una siffatta patologia comporta. Sarebbe più appropriato parlare di “azzardopatia” proprio per riuscire a ricreare quella coscienza sociale e sensibilizzare alla pericolosità del fenomeno.

Il rilievo che sta assumendo lo si evince proprio dal Manifesto dei sindaci: “Il gioco d’azzardo sottrae ore al lavoro, alla vita affettiva, al tempo libero, e produce sofferenza psicologica, di relazione, educativa, materiale, di aspettativa di futuro. Altera i presupposti morali e sociali degli Italiani sostituendo con l’azzardo i valori fondati sul lavoro, sulla fatica e sui talenti. Sono a rischio la serenità, i legami e la sicurezza di tante famiglie e delle nostre comunità. Spesso intorno ai luoghi del gioco d’azzardo si organizza la microcriminalità dei furti, degli scippi e dell’usura, ma anche la criminalità organizzata. Il gioco d’azzardo lecito è materia statale, e i Sindaci non hanno alcun potere regolativo, ispettivo, autorizzativo”.

Nel casertano i dati in merito sono allarmanti. Dagli studi condotti dall’Università Carlo Cattaneo, osservando le sedi d’impresa e le unità locali attive nel settore gioco in Italia nel 2014, in provincia di Caserta ne risultano 210 attive con una variazione dall’anno precedente pari al 35% in più.

Seppure in ritardo, dallo scorso Ottobre anche Caserta aderisce ufficialmente al suddetto Manifesto, siglandosi quale “aderente”, ma anche rientrando in tutti gli obblighi morali che vincolano questa amministrazione ad adottare tutte le disposizioni possibili, affinché avvenga una lotta concreta al fenomeno.

 Con questo intervento, quindi, il gruppo “Caserta 5 Stelle” ha posto all’attenzione del Sindaco le soluzioni e le misure indicate dal Manifesto e già adottate da più amministrazioni, che, previa volontà politica, possono essere rese operative sin da oggi anche a Caserta.

Sono le istituzioni – e in prima istanza il comune, ente più vicino ai cittadini che recepisce per primo le istanze di questi ultimi – a dover frenare tutte quelle vicende discutibili, seppur lecite, al fine di proteggere tutti i cittadini che potrebbero cadere nella trappola della ludopatia e soffrirne terribilmente.

Per approfondire, leggi lo studio svolto dall’Università Carlo Cattaneo, denominato “Geografia economica del gioco d’azzardo in Italia”

17 aprile 2015