Il Macrico, polmone della città

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Il Macrico è un'area di circa 33 ettari di proprietà della chiesa fin dal XVII secolo. Nell'Ottocento l'area viene ceduta in affitto ai Borbone che la usano come spazio per le esercitazioni militari anche chiamato Campo di Marte. Nel dopoguerra passa alle Forze Armate Italiane che la trasformano in una caserma con annessi magazzini, degli enormi capannoni in lamiera e amianto ed edifici in muratura per un totale di 500mila metri cubi, occupando circa un quarto della superficie.

Negli anni '80, la curia di Caserta avvia una causa per ottenere la restituzione dell'area che vince nel 1994. Il Macrico torna così ad essere a disposizione della diocesi e, per legge concordataria, essendo un «beneficio ecclesiastico», ne diviene proprietario l'IDSC, articolazione periferica dell'Istituto centrale per il sostentamento del clero, con personalità giuridica autonoma, indipendente quindi, dal vescovo della diocesi.

I tempi tecnici per consentire la "liberazione" del sito da parte del Ministero della difesa servono all'istituto per il sostentamento del clero a valutare le offerte che giungono per lo sfruttamento di quest'area. Situata al centro della città, inizia a far gola ai tanti costruttori che ne fiutano una grande occasione di business, tanto da quantificarne un valore pari agli attuali 35 milioni di euro. 

Arriviamo al 2000 quando viene firmato un protocollo d'intesa fra l'allora direttore dell'Istituto, don Saverio Russo, e il sindaco della città, Luigi Falco (Forza Italia), in base al quale l'ex Macrico sarebbe stato venduto al Comune che lo avrebbe poi trasformato in "Parco urbano vivo" provvedendo a costruire non ben definite "infrastrutture primarie da individuare".

Questo tentativo di vendita viene bloccato dal vescovo di Caserta, mons. Raffaele Nogaro che, durante il Te Deum di fine anno, pronuncia parole molto dure arrivando perfino a minacciare le dimissioni contro un'operazione che rischiava di trasformarsi in una gigantesca speculazione.
Queste le sue parole: "Sono sempre stato dell'idea che meno beni ha la Chiesa, più bene sta. Ma visto che se ne parla tutti i giorni e che questo grandissimo appezzamento di terreno appartiene alla Chiesa, ribadisco che non permetterò nessun tipo di speculazione. È vero, mi hanno già scavalcato alle spalle, ma sul futuro di quest'area dovranno decidere i miei sacerdoti e tutta la comunità casertana" Il desiderio del Vescovo Nogaro era che il "comune" lo facesse proprio per convertirlo in "polmone verde" avviando delle attività di risanamento a vantaggio di tutta la città. La strada da percorrere era quella di classificare la zona in - F2 - cioè zona inedificabile.

Si chiude l'amministrazione Falco e si apre quella di Petteruti, ma la questione resta invariata.

Il nuovo sindaco di Caserta, Nicodemo Petteruti (Ds), rifiuta di impegnarsi a classificare la zona come inedificabile, mentre l'IDSC di Caserta, ovviamente in accordo con l'Istituto centrale e con la Santa Sede, rilancia: o gli enti locali acquistano subito il Macrico a 35 milioni di euro oppure lo vendiamo ai privati per una cifra molto più elevata.

Con un'azione priva di trasparenza e di partecipazione democratica, durata 5 mesi, il Comune e la Provincia attraverso la cosiddetta "Struttura di Missione" adotta un progetto per il Macrico che del polmone verde che tutti desiderano non ha più nulla. 

Profondamente addolorato, ma ben determinato a difendere la città da una nuova colata di cemento, Mons. Nogaro scrive una lettera aperta al sindaco Petteruti: 

"Quando ultimamente seppi che Lei voleva giungere all'esproprio dell'area del "Macrico", provai grande soddisfazione. Il mio interesse era che il comune si appropriasse del terreno. E mi pareva che questo suo intervento, avrebbe comunque concesso la soluzione tanto attesa. 
Ebbi da subito l'urgenza di donarlo alla comunità cittadina in modo che il "comune" lo avesse fatto proprio e lo avrebbe usato come "polmone verde", come attività di risanamento e di autentico ammodernamento di tutta la città.
Se l'evento del Macrico non diventa operazione di giustizia e di grazia, la civitas casertana rimane definitivamente corrotta."

Questo progetto naufraga come tanti altri perché appartenente a quella stagione dei grandi annunci.

Instancabile nel perseguire quel progetto di salvaguardia del Macrico come bene della collettività, Nogaro "si dice" che promuova l'apposizione di un vincolo di tutela da parte della Soprintendenza, riuscendo nell'intento.

L'Istituto sostentamento del clero però, subito dopo il suo pensionamento nell'aprile 2009 , fa ricorso al Tar che nel febbraio 2012 sentenzia: il vincolo è illegittimo perché viziato da «eccesso di potere» da parte della Soprintendenza la quale ha agito per motivazioni di carattere urbanistico e non di salvaguardia del bene.

E qui siamo entrati nel periodo dell'amministrazione Del Gaudio.

Con questa sentenza il rischio che il Macrico venga sepolto da una colata di cemento diventa sempre più concreto a meno che il sindaco di Caserta Pio Del Gaudio, attraverso un atto amministrativo, finalmente non qualifichi l'area come zona F2, ovvero non edificabile e destinata ad interesse generale.

Siamo al 9 luglio 2013 quando il sindaco Del Gaudio annuncia la novità. 

Un comunicato stampa ci informa, infatti, che "Silenziosamente" Comune, Regione Campania, Ministero e parti private da mesi lavorano alla realizzazione di quell'attrattore turistico che finalmente risolleverà l'economia locale ormai stremata dalla crisi: la Città dello Spazio, un progetto che ha visto la prima realizzazione nella periferia orientale di Tolosa (Francia). 
Dunque Caserta un po' come Tolosa. Il processo di internazionalizzazione della nostra città ... è iniziato!
A Tolosa la cité sorge in periferia, un sito trasformato in un parco a tema che ogni anno accoglie 300.000 visitatori. A Caserta invece dovrebbe sorgere nell'ex Macrico, proprio nel mezzo della città. 
Certo gestire un flusso di 300.000 visitatori l'anno che entrano ed escono dalla città è un problema. Quindi siamo certi che avranno pensato anche a dei mega parcheggi antistanti l'area dove si potrebbero fermare i numerosi pullman in arrivo tutto l'anno. Perché si sa... lo spazio non ha stagioni!

Tre amministrazioni Tre Sindaci Tre progetti per il Macrico ma di quel polmone verde che tutti desiderano nemmeno l'ombra.
17 luglio 2013