Interrogazione Parlamentare sul Macrico

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Il lavoro svolto nel tempo sulla questione Macrico ha condotto, infine, alla realizzazione di una interrogazione parlamentare. Frutto della collaborazione con il Comitato Macrico Verde, la sua bozza è giunta nelle mani della nostra senatrice Vilma Moronese che, assieme ad altri 18 senatori, ha concretizzato un’idea partita dalla base.

Di seguito il testo definitivo dell’interrogazione.

Legislatura 17ª – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 348 del 11/11/2014

MORONESE, NUGNES, PUGLIA, AIROLA, BERTOROTTA, BOTTICI, BUCCARELLA, CAPPELLETTI, CASTALDI, DONNO, MANGILI, MARTELLI, MOLINARI, MONTEVECCHI, MORRA, PAGLINI, SANTANGELO, SERRA, VACCIANO – Ai Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, dei beni e delle attività culturali e del turismo e dello sviluppo economico – Premesso che a quanto risulta agli interroganti:

l’area denominata ex Macrico (magazzino centrale ricambi mezzi corazzati) è un’area di 324.000 metri quadrati, situata al centro della città di Caserta. La superficie edificata corrisponde a 86.000 metri quadrati mentre i restanti 239.000 metri quadrati sono costituiti da area verde;

in origine l’area era considerata il giardino del vescovo della città, poi destinata a divenire, durante il regno borbonico, un campo di addestramento e di ricovero per mezzi corazzati. Dismessa decine di anni fa dal Ministero della difesa, nel 1984 una sentenza della Corte di cassazione la restituisce alla curia di Caserta che, nel rispetto delle leggi concordatarie, trattandosi di “beneficio ecclesiastico”, ne assegna la proprietà all’istituto diocesano di sostentamento del clero (IDSC);

in seguito alla smobilitazione del sito da parte del Ministero della difesa, all’IDSC giungono diverse offerte per lo sfruttamento dell’area che mostra attrattiva per i tanti costruttori, tanto che negli anni della speculazione edilizia il valore viene quantificato in circa 30 milioni di euro;

nel dicembre 2000 la vicenda Macrico è oggetto di una dura omelia svolta dall’ex vescovo di Caserta, monsignor Raffaele Nogaro, che, mettendo in chiaro la volontà di destinare l’area come bene comune alla città per sottrarla alla speculazione, di fatto sconfessa il presidente dell’IDSC che, nel frattempo, aveva già siglato un protocollo d’intesa per cedere l’area al Comune di Caserta, destinando l’area a “parco urbano vivo”, in cui si prevedeva una compresenza di attrezzature e residenze;

nel 2001, grazie al forte impegno del nascente comitato pro Macrico, che raccoglie l’adesione di circa 40 realtà territoriali impegnate nella tutela dell’ambiente e del sociale, il Macrico diventa per la città il simbolo di un risveglio della partecipazione democratica, nella speranza di restituire alla città spazi di incontro, condizioni di migliore vivibilità, possibilità di dotarsi degli standard adeguati per lo sviluppo culturale, turistico ed economico in un territorio martoriato dall’abusivismo edilizio, dall’inquinamento ambientale per la presenza di discariche e cementifici ad alto impatto e, in particolare, dalla criminalità organizzata;

nello stesso anno il comitato raccoglie circa 10.000 firme sulla proposta di destinare l’area a verde pubblico (zona F2 del PRG, piano regolatore generale). Inoltre nel 2002 viene consegnato all’amministrazione uno studio di fattibilità sull’ipotesi progettuale di un parco pubblico per la città, in linea con le direttive del PRG vigente, che prevede per le zone militari dismesse la destinazione ad aree pubbliche attrezzate (zona F), e rilevando un’insufficiente quantità di verde urbano fruibile, con valori di poco superiori ai 2 metri quadrati per abitante presenti a Caserta contro i 15 previsti dalla normativa;

nella proposta, con documentati criteri di sostenibilità economica e di rilevanza sociale e turistica dell’offerta, si prevede un unico parco verde (aperto al pubblico) con l’orto botanico per la Seconda università degli studi di Napoli, il festival internazionale dei Giardini e per spazi per le attività sociali, sportive e culturali, recuperando le costruzioni esistenti, senza l’edificazione di nuovi edifici. Tale proposta riceve peraltro anche l’apprezzamento del presidente pro tempore della Regione Campania, Antonio Bassolino, e dell’assessore per l’urbanistica, Marco Di Lello;

a seguito della petizione, il comitato ottiene un incontro con il consiglio dell’IDSC, al quale viene offerta, nell’ambito delle competenze tecniche esistenti all’interno delle associazioni, consulenza gratuita, al fine di rendere attuabile, senza aggravio per l’istituto, quanto richiesto dai cittadini casertani firmatari della petizione;

nel luglio 2002 l’IDSC presenta il proprio progetto per la destinazione dell’area, che prevede 500.000 metri cubi di costruzioni di vario genere e funzione;

nel frattempo, il sindaco di Caserta avvia un concorso di idee per la realizzazione nell’area del nuovo municipio e insedia una commissione di alta vigilanza per l’esame dei progetti e per la formulazione di proposte;

di recente è stata presentata una proposta di utilizzo dell’area, annunciata anche dal sindaco di Caserta, Pio Del Gaudio, mediante la realizzazione di un progetto aerospaziale, promosso da Confindustria Caserta e dal distretto aerospaziale campano (DAC), denominato la “Città dello Spazio”;

considerato che:

Caserta è collocata negli ultimi 5 posti nella speciale classifica sulla qualità della vita 2013 stilata dal quotidiano “Il Sole-24ore”;

le associazioni ed i comitati hanno recentemente manifestato per protestare contro quello che a loro avviso rappresenta l’ennesimo tentativo di speculazione edilizia sull’area ex Macrico, ovvero la cementificazione e la prevaricazione degli interessi privati su quelli collettivi;

attualmente, come rilevabile dalla documentazione digitale pubblicata sul sistema informativo territoriale della città di Caserta, l’intera area denominata “Ex Macrico” risulta interessata dalle disposizioni di tutela istituite ai sensi dell’art. 10, comma 3, lettere a) e d), del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (vincolo ex decreto Ministero per i beni e le attività culturali n. 436 del 22 dicembre 2008 e decreto n. 1865 del 7 ottobre 2013);

considerato inoltre che a quanto risulta agli interroganti:

a margine di un Consiglio comunale dello scorso febbraio 2014 lo stesso sindaco Del Gaudio, bollando le accuse dei comitati come provocatorie e demagogiche e accantonando altre proposte progettuali succedutesi negli anni, ha rilanciato la proposta di realizzazione di un parco aerospaziale, quale strumento progettuale ideale al recupero dell’area ex Macrico;

nel pieno delle polemiche riguardanti la sorte dell’area sono inoltre comparse alcune lettere che sia il sindaco Pio Del Gaudio che il presidente della Provincia di Caserta, Domenico Zinzi, avrebbero inviato al Papa per chiedere alla Santa sede di “donare” l’area alla città anche in misura parziale e di fornire un interlocutore per il bene da alienare;

a seguito di tale notizia, in vista delle discussioni riguardanti il nuovo piano urbanistico comunale della città di Caserta che dovrà essere varato entro giugno 2015, e di fronte allo spettro della speculazione edilizia più volte paventato dal comitato “Macrico Verde”, tornato in piazza proprio in questi mesi, sono intervenuti sia la curia tramite don Nicola Lombardi, che ha ribadito la necessità di definire una volta per tutte la destinazione d’uso dell’area, senza la quale non può esservi una reale definizione del valore della stessa, sia l’IDSC, proprietario dell’area e come tale deputato a vagliare tutte le proposte di acquisizione, il quale tramite il presidente don Antonio Aragosa ha comunicato l’intenzione di voler raccogliere la richiesta del sindaco Del Gaudio di convocare un tavolo di discussione specificando che avrebbero dovuto essere presenti anche i rappresentanti di comitati e movimenti che si stanno interessando della questione;

lo stesso presidente dell’IDSC, don Antonio Aragosa, in un’intera pagina dell’edizione locale del quotidiano “Il Mattino” del 1° marzo 2014, attraverso una lunga lettera indirizzata sia al sindaco Del Gaudio che al presidente Zinzi, ha respinto le evidenti manovre di “propaganda elettorale” più volte ordite attorno all’area ex Macrico, ribadendo che il bene non può essere donato,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della controversa vicenda che protraendosi da decenni, a parere degli interroganti, genera disaccordo tra gli enti presenti sul territorio e tra questi e la cittadinanza;

se i Ministri, ciascuno secondo il proprio indirizzo di competenza e possibilità di intervento, intendano valutare la possibilità di intraprendere in tempi brevi azioni volte a placare il clima di tensione che si è instaurato attorno alla vicenda dell’area ex Macrico, affinché venga chiarita la metodologia di scelta dell’amministrazione che presenta l’idea di un soggetto proponente (DAC e Confindustria Campania) come propria, trascurando altre idee progettuali inerenti all’utilizzo della stessa area, che negli anni si sono susseguite ed escludendo il dibattito sul Macrico dalla partecipazione, prevista per legge, sul nuovo piano urbanistico comunale, che ancora stenta a decollare;

se non ritengano necessario che venga considerata nella discussione pubblica anche la scelta di collocazione del sito in cui eventualmente realizzare il progetto della città aerospaziale, essendo presenti a Caserta diverse opzioni, soprattutto alla luce dell’esigenza di riqualificare aree dismesse periferiche del territorio cittadino, tra cui le numerose cave estrattive;

se, nei limiti delle proprie attribuzioni ed in linea con le attuali disposizioni volte alla tutela dell’ambiente e del territorio in termini di mitigazione del rischio idrogeologico, intendano adottare le opportune iniziative affinché venga impedito che sull’area si verifichino possibili attacchi speculativi, garantendo il recupero dell’area verde dell’ex Macrico al fine di assicurare il ripristino del giusto standard di aree pubbliche attrezzate e il rilancio dell’economia turistica del territorio nonché inserire l’area in un circuito che colleghi la reggia di Caserta e i complessi monumentali di “terra di lavoro”, così restituendo alla città uno degli ultimi polmoni verdi rimasti, nonché un bene comune di cui tutti i cittadini possano usufruire;

se, nell’ambito delle proprie competenze, intendano intervenire per sostenere con le opportune iniziative l’acquisizione dell’area, come accaduto per la reggia di Carditello nel gennaio 2014 (anche grazie all’impegno del Ministro pro tempore Bray) in modo che il Ministero possa utilizzare l’area destinandola a funzioni culturali e sociali, senza dover prevedere la costruzione di nuovi fabbricati, ma solo utilizzando e restaurando gli edifici già esistenti.

(4-02970)

16 novembre 2014