La chiusura del Corpo Forestale dello Stato nell'indifferenza di politica e media

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E’ imbarazzante come sia stata sottaciuta dai media dipendenti e dalla politica tutta questo nuovo affronto alla tradizione, alla storia, ma anche alla professionalità di un corpo militare e di polizia italiano. Unica forza politica che sta facendo una campagna netta e decisa contro l’accorpamento del corpo di polizia più antico d’Italia è il M5S. Il Corpo forestale dello Stato è stato istituito nel Regno di Sardegna nel 1822 e da allora ha condotto, con compiti anche militari, missioni e funzioni delicate e di alto livello, specializzandosi nella tutela dell’ambiente che oggi, in epoca ancora di cementificazione selvaggia, viene bistrattata.

Il Corpo forestale dello Stato è un’istituzione essenziale per il nostro paese e la difesa della natura. La fece nascere Carlo Felice di Savoia il 15 ottobre 1822, costituendo “l’Amministrazione forestale per la custodia e la tutela dei boschi”, che diventerà, appunto, il Corpo forestale. Sono trascorsi 192 anni, nei quali il Corpo ha contribuito alla tutela del patrimonio boschivo, alla preservazione delle aree naturali, all’intervento in caso di incendi e altro ancora. I momenti difficili non sono mancati, ma la qualità del lavoro del Corpo è cresciuta fino a farne, nel 1980, la quinta forza di polizia italiana e, dagli anni ’90, a permettergli di aumentare i compiti istituzionali: la vigilanza nelle aree protette, la Convenzione cites (il controllo del commercio internazionale di specie animali e vegetali protette), il contrasto alle ecomafie, il sostegno delle popolazioni in casi di calamità naturali, la lotta al bracconaggio e al maltrattamento animali, fino all’attività di polizia agro ambientale per fermare chi vuole avvelenare l’agricoltura e la natura.
Tutto questo patrimonio rischia ora di essere quasi annullato dal disegno di legge del governo, presentato dal ministro Marianna Madia che, per ragioni di economia,trasformerebbe il Cfs in un semplice dipartimento di pubblica sicurezza. Sarebbe una pessima cosa. Priverebbe il paese di una forza specialistica, in un momento in cui le crisi ambientali – alluvioni, dissesto, eco criminalità – diventano ancora più gravi e altre scelte della politica rischiano di fare ancora male alla natura. Tra queste, il decreto Sblocca Italia, con il suo via libera a trivellazioni in mare, opere costose e inutili, e cementificazione del territorio.

In questi due anni e mezzo circa di parlamento il m5s si è confrontato con tutti, ma il corpo forestale si è distinto per le molte competenze  e  personale formato ed umano, predisposto al rapporto con le persone, conoscono il territorio meglio di chiunque altro...se Renzi lo scioglie il M5S lo rimetterà dov’era!

No al taglio ai fondi del Corpo Forestale dello Stato, interrogazione parlamentare del M5S

16 luglio 2015