Questione C.L.P.: a che punto siamo?

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Da più di due anni ormai ci stiamo occupando della questione Trasporto Pubblico a Caserta e provincia, non senza difficoltà vista la storia infinita di corsi e ricorsi per fare in modo che CLP resti saldamente al comando della gestione del TPL a Caserta e Provincia nonostante 2 interdittive antimafia.

A che punto siamo?

Il Consiglio di Stato si è espresso sul “ricorso presentato l’anno scorso dalla Regione Campania contro la Clp e nei confronti della Provincia di Napoli e del ministero dell’interno, per la riforma della sentenza del Tar Campania che aveva annullato l’avviso pubblico agli operatori di settore per manifestare interesse all’invito a procedura ristretta per l’affidamento provvisorio in via di urgenza dei servizi minimi di trasporto pubblico locale esercitati dal gestore uscente, appunto la Clp.”

Ergo la gara del trasporto pubblico in provincia di Caserta deve essere rifatta perché la Regione Campania deve revocare l’affidamento del servizio di TPL prima di procedere ad un nuovo affidamento. Ma ricordiamo la storia: dopo l’informativa antimafia del 2013 emanata dalla Prefettura di Napoli contro la CLP, la Regione Campania, in attesa di concludere le procedure per la gestione del Trasporto Pubblico su Caserta e Provincia, delibera di prorogare gli affidamenti del servizio fino al 31 dicembre 2014 avvalendosi della legge antimafia che consente di non revocarli se “l’appaltatore non è sostituibile in tempi rapidi”. Il 4 febbraio 2014 la Regione approva un avviso pubblico per sollecitare gli operatori del settore a partecipare alla procedura ristretta urgente per l’affidamento provvisorio delle tratte gestite da CLP e incarica il responsabile del procedimento di comunicare alla stessa l’avvio di inizio del procedimento di recesso, contestualmente, riconoscendo “l’urgenza di dover procedere “all’affidamento in via provvisoria” e in attesa del subentro del gestore che si aggiudicherà l’appalto, intima alla CLP di proseguire la gestione del servizio, facendo salva la corresponsione dei corrispettivi spettanti per le prestazioni eseguite. Il Tar quindi ha “annullato questi atti dichiarando impossibile indire una procedura ristretta senza prima aver revocato il provvedimento precedente che escludeva il recesso per interdittiva antimafia”.

Adesso alla luce di questa sentenza, alla luce dell’affidamento scaduto il 11 Aprile 2014 in base al Regolamento CE 1370 articolo 5 comma 5 la Regione Campania non potrà commettere gli stessi errori.

15 luglio 2015