Trasporto Pubblico Locale

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La situazione dei trasporti nella provincia di Caserta è pressoché disastrosa. Il Trasporto Pubblico Locale si distingue per i disservizi e l’inefficienza organizzativa e se a questo aggiungiamo i tagli operati dal governo è palese che, in queste condizioni, il diritto alla mobilità dei cittadini previsto dalla Costituzione ( Art 16 ), non possa essere garantito.

Le statistiche dell’ultimo Rapporto Ecosistema Urbano (XXI Rapporto sulla qualità ambientale dei comuni capoluogo di provincia 2014) di Legambiente raccontano una Città di Caserta fanalino di coda di quasi tutti gli indicatori: 93° posto su 104 comuni nella classifica finale e addirittura non pervenuta nella specifica classifica dei Servizi di TPL.

Il TPL di Caserta viene gestito da una società, la CLP srl, da tempo al centro di polemiche perché colpita nel 2013 da interdittiva antimafia e ciò nonostante ancora affidataria del servizio per espressa richiesta della Regione Campania. La recente sentenza del Tar ha confermato che la Regione, che a suo tempo non revocò il servizio nonostante l’interdittiva, ha agito in maniera corretta in quanto all’epoca dei fatti si avvalse della possibilità che l’art. 94 comma 3 del Codice Antimafia concedeva di non procedere alla revoca del servizio perché “non sarebbe stato possibile trasferirlo in tempi brevi ad una nuova azienda affidataria”. Peccato che l’azienda c’era… il “Consorzio Casertano Mobilità”.

Il nostro Meetup da tempo segue le vicissitudini di CLP. Grazie all’intervento di Vilma Moronese, Luigi Di Maio, Andrea Cioffi, Sergio Puglia, Vega Colonnese e alcuni rappresentati dei lavoratori delle aziende di trasporti di Napoli e Caserta, nel mese di settembre il M5S ad ottenere un primo incontro con l’Assessore ai trasporti della Regione Campania Sergio Vetrella per discutere delle condizioni dei lavoratori e del servizio. Successivamente Vilma Moronese presenta un’interrogazione proprio su TPL Caserta e provincia.

18 novembre 2014